Cannabis light per il settore tessile? Perche' la canapa e' meglio del cotone.

Aggiornato il: 30 nov 2019

Coltivare la cannabis per il settore tessile e' una reale alternativa al poco redditizio ed inquinante cotone, per il minore impatto abientale e per la il rapporto tra superficie e resa non ha confronti.

La versatilita' e le caratteristiche della pianta di canapa sono nettamente migliori rispetto alle tradizionali coltivazioni di cotone e prima della applicazione delle leggi che ne hanno proibito la produzione nell'ultimo secolo, la canapa era gia' tra i migliori tessuti per la produzione di indumenti e cordame al mondo per il resistenza e basso detorioramento.

I due tipi principali di fibra nella cannabis sono la parte fibrosa, ottenuta dal fusto con lunghe fibre esterne chiamata tiglio e una parte legnosa corta ed interna, chiamata canapolo. Il tiglio e' la parte ideale per la produzione tessile che viene raccolta con medoto liniero e che permette di avere steli lunghi mediamente 100 cm e che la rendono ideale per la lavorazione.


cotone

Rispetto al cotone, le fibre della canapa sono più lunghe e molto più resistenti ed ancora piu' importante e' più eco-sostenibile, infatti, per la coltivazione del cotone si utilizzano prodotti fitosanitari responsabili del degrado dei terreni e dell'acqua. La canapa o cannabis light per le coltivazioni italiane è molto più resistente,cresce più velocemente, infatti basta pensare che da 1 acro di canapa si possa ottenere la stessa quantità di fibra di 3 acri di cotone.

Quindi nel confronto tra cannabis e cotone di fatto tra risorse utilizzate per la produzione e impatto ambientale non ci sono dubbi sul risutato finale, come per altri campi di applicazione le barriere che devono essere superate per l'utilizzo nel settore tessile come in altre sono ancora di tipo culturale e di interesse economico.

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